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giovedì, 09 luglio 2009
Cronache dal G8

Anche al G8 il re buffone non perde occasione per mettersi in mostra. E cerca in tutti i modi di ingraziarsi Obama.
Inizia con il cedergli il passo ...

g8-1

Poi prova a stringergli la mano ...

g8-3Ma Obama guarda oltre e lo ignora largamente ...

g8-4... E' Napolitano la vera leadership dell'Italia, la stretta di mano che si concede con vero cuore

g8-5Il re buffone allora tenta il tutto per tutto, prima toccando il culo del presidente americano ...

g8-6... e poi mettendogli davanti un'hostess (o una escort del suo harem) inchinata a raccogliere fogli.

g8-7Il nano pelato questa volta non è stato proprio preso in seria considerazione. Basti pensare che per napolitano lo staff della Casa Bianca ha vergato ben tre pagine di notizie biografiche mentre per il re buffone sono bastate sole sette righe di microbiografia: nome, cognome, luogo e data di nascita, nazionalità, professione, ultima vittoria elettorale e data inizio dell'ultimo governo. Stop.

A Washington qualcuno non lo ama, questo è poco ma sicuro. Basti pensare al G8 in Giappone dove la relazione consegnata ai giornalisti americani era piena di malignità (o effettive verità), accuse e veleni.
Diceva infatti che il premier italiano «è uno dei leader più controversi nella storia di un Paese conosciuto per la corruzione e il vizio del suo governo». Lo liquidava come «un dilettante della politica che aveva conquistato la sua carica importante solo mediante l'uso della sua notevole influenza sui media nazionali», ricordava che era stato accusato di «corruzione, estorsione e altri abusi di potere che lo costrinsero a dimettersi nel 1994», rideva degli anni giovanili quando «aveva cominciato a fare soldi organizzando spettacoli di burattini a pagamento» e «faceva i compiti di scuola ai compagni di studi in cambio di denaro». Per non dire della iscrizione alla «sinistra loggia massonica P2 che aveva creato uno Stato dentro lo Stato».

In effetti il Guardian non ha tutti i torti nel dire che l'Italia non è degna del G8 ... per lo meno fin quando si ha come premier un personaggio tale.

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dito ar qlo, anti-berlusca

mercoledì, 08 luglio 2009
G8 summit

G8-1

G8-2

g8-3

Courtesy of Times Online

 

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dito ar qlo, anti-berlusca

martedì, 07 luglio 2009
Fuga dalla metropoli

In questi ultimi anni nel nostro Paese, più che la costruzione del Grande Centro, il problema sembra essere diventato la fuga verso il piccolo centro. È di nuovo la Coldiretti a lanciare l’allarme: da un’attenta analisi del bilancio demografico dell’Istat 2009, appare chiaro che gli italiani stanno scappando dalle metropoli con più di 500.000 abitanti, per rifugiarsi nei piccoli comuni. In questo modo, dopo qualche tempo, si ottiene un risultato strabiliante, e cioè che i piccoli comuni diventino grandi e sia necessario scappare ancora.

«Dio mio, quanto traffico, quanto smog qui a Orvieto... io voglio sentire gli uccellini cantare, il profumo dei fiori, voglio coltivare i pomodori che mangio... amore, ti prego: andiamo a vivere a Milano!»: frasi come questa, che oggi sembrano uscite da un film di Spielberg, potrebbero diventare realtà in un futuro non troppo lontano. Si avvera quindi la famosa quartina profetica di Toto Cutugno «Voglio andare a vivere in campagna aah aah... voglio la rugiada che mi bagna aah aah...». Del resto, come è stato ampiamente dimostrato dal durissimo scontro elettorale per il governo delle Provincie, siamo un popolo di provinciali. Da che mondo è mondo, anzi, da che Italia è Italia, il cittadino ha sempre idealizzato romanticamente la provincia, così come il provinciale ha fatto con la grande città. Se sei cresciuto in un’affollata periferia, ti piacerà certamente immaginare un grazioso borgo medievale, pieno di caratteristiche botteghe artigiane, con un piccolo cinema e dei paesani che vivono secondo ritmi più distesi e umani di quelli cittadini. Il rischio è però che, dopo qualche giorno, non trovando il pezzo di ricambio del tuo cellulare nelle caratteristiche botteghe artigiane, accorgendoti che il film del piccolo cinema non ti interessa e non ci sono altre sale nei dintorni e soprattutto che, grazie ai ritmi distesi e umani dei paesani, il barista ci mette 8 minuti a servirti un caffè, tu diventi una bestia e commetti dei crimini efferati (i quali, guarda caso, si verificano spesso proprio nei piccoli centri...). Insomma, il metropolitano trapiantato, se non riesce a disintossicarsi in tempi brevi, può addirittura veder aumentare notevolmente il proprio stress.

Eppure, l’interesse nei confronti della vita di paese, c’informa sempre Coldiretti, è confermato da un sondaggio secondo cui ben il 55% dei nostri connazionali vorrebbe abitare in una piccola comunità, per la migliore qualità della vita, la buona alimentazione e la possibilità di avere più tempo da dedicare a se stessi e agli svaghi preferiti. Un villaggio di questo genere ha un nome ben preciso: villaggio turistico, luogo che è diventato il simbolo dell’Italia contemporanea. L’aspetto più significativo di questa notizia è che, in sostanza, oltre la metà degli italiani sogna di essere Sting, l’Amedeo Minghi britannico. Ora, se suoni la chitarra basso, pratichi il tantra yoga, sei ambientalista e soprattutto miliardario, il ritirarti in campagna può essere una scelta comprensibile. Se invece sei un impiegato, hai tre figli e un mutuo che ti insegue come Jason con la motosega, è evidente che il discorso appare un poco più complicato. Ma sognare, a differenza del casale del ’600 con 300 ettari di terreno sulle colline toscane appartenenti a Sting, costa molto poco.

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dito ar qlo

sabato, 04 luglio 2009
Aria di crisi ...

... ma non per tutti. Ecco i nomi di quelli che sicuramente non hanno problemi ad arrivare a fine mese (gli importi sono su base annua):

FERROVIE DELLO STATO S.p.a. Società MORETTI MAURO Amministratore Delegato e Direttore Generale € 680.000,00

FERROVIE DELLO STATO S.p.a. Società CIPOLLETTA INNOCENZO Presidente € 500.000,00

ENAV S.p.a. Società PUGLIESI GUIDO Amministratore Delegato € 325.000,00

ENEL S.p.a. Società GNUDI PIERO Presidente € 923.348,00

ENI S.p.a. Società SCARONI PAOLO Amm. Del. e Dir. Gen. € 3.077.000,00

ENI S.p.a. Società POLI ROBERTO Presidente € 1.131.000,00

ANAS S.p.a. Società CIUCCI PIETRO Presidente e Dir. Gen. € 500.000,00

A2A SPA Società Sciume' Alberto VICEPRESIDENTE + CARICHE PARTICOLARI € 400.000,00

CASSA DEPOSITI E PRESTITI - CDP Spa Società VARRAZZANI MASSIMO Amministratore Delegato € 500.000,00

FINMECCANICA S.p.a. Società GUARGUAGLINI PIER FRANCESCO Presidente e Amm. Del.e componente del Comitato per le strategie € 5.560.000,00

Siena Casa S.p.A Società SCALI SANDRA Presidente € 300.000,00

FINTECNA S.p.a. Società DETTORI VINCENZO Vice Presidente € 200.000,00

FINTECNA S.p.a. Società PRATO MAURIZIO Presidente e Amm. Del. € 520.000,00

Li manderei a lavorare in miniera, altro che stare dietro una scrivania a non fare un cazzo!

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dito ar qlo

venerdì, 03 luglio 2009

Mentre nella notte a Viareggio si muore ...

Viareggio

... invece di recarsi immediatamente sul posto, il re buffone al mattino pensa a ballare

BurlasconiBuffone

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anti-berlusca

sabato, 27 giugno 2009
Kit Villa Certosa

'Siamo tutti come Silvio': è la nuova strategia difensiva suggerita da 'Libero', che vede nel premier la summa dei piccoli, simpatici difetti degli italiani: chi di noi non ha mai ricevuto nella sua villa sarda una motonave carica di bagasce? Il governo ha allo studio una legge-quadro che consentirà a tutti i cittadini di unirsi al clima spensierato e socievole incarnato dal presidente del Consiglio.

Pensionati È previsto un vero e proprio 'kit villa Certosa', anche se proporzionato all'alloggio dell'utilizzatore finale, in genere un bilocale. Ogni pensionato potrà ricevere una prostituita anziana, trasportata su un Ape di Stato, e farle visitare le petunie sul balcone. Un piccolo vulcanetto portatile, grande come un barbecue e alimentato a carbonella, potrà essere acceso nel tinello per brevi momenti: viene fornito con un estintore e due maschere antigas. In omaggio anche un petardo per lo spettacolo serale di fuochi pirici. La vista sul mare è assicurata da un poster. Un fotografo comunale, dal marciapiede di fronte, farà un paio di scatti per dare modo al pensionato di gridare al complotto quando la moglie, rientrando senza preavviso, lo trova nudo che canta 'Vincerò'.

Abbienti L'offerta governativa prevede, in questo caso, molti optional. Nell'offerta 'prestige' la prostituta arriva con la sorella, che cucina qualcosa mentre l'incontro è in atto. Nell'offerta 'executive', oltre alla sorella c'è anche il cognato metronotte, in divisa da lavoro, che assiste all'amplesso dando l'impressione dell'orgia. Il trasporto delle ragazze è assicurato da una piccola flotta di golf-car identiche a quelle di Villa Certosa, che nell'offerta 'platinum' saranno guidate da un funzionario del ministero dei Trasporti. Massimo lusso per l'offerta 'premier': le ragazze arrivano sventolando un biglietto d'aereo anche se sono venute a piedi, e portano una bottiglia di champagne, un esponente del governo ceko in visita ufficiale e un avvocato.

Vip Oltre alla presenza di Topolanek in persona, sono garantite molte ragazze (prenotabili nel taglio 'dozzina' o 'mezza dozzina'); veri viaggi in aereo anche se abitano nello stesso quartiere dell'utilizzatore finale; un cd che imita il suono dell'elicottero; un cantante napoletano; un vero vulcano artificiale, modello Pompei, con lava autentica e comparse che fuggono urlando "si salvi chi può"; e la visita finale, a sorpresa, di un sosia di Berlusconi, che si congratula con il padrone di casa e gli molesta la figlia.

Condomìni Le orge condominiali dovranno essere segnalate all'amministratore, che potrà richiedere il rimborso del 50 per cento dei costi sostenuti: dalla retribuzione del personale femminile all'acquisto di fruste e manette alle spese per la lavanderia. Gli inquilini potranno accoppiarsi liberamente anche nelle parti comuni (androne, vano scale, cortile) avendo cura di rimettere al loro posto gli zerbini e i vasi di piante eventualmente urtati nel corso del rapporto. È vietato l'uso dell'ascensore per trasportare materassi. Il decoro del caseggiato è affidato al buon senso dei partecipanti: sì agli inseguimenti per le scale vestiti da Batman, no ai giochi erotici che prevedono urla sguaiate dopo la mezzanotte.

Surprise Il kit 'surprise' è stato pensato dal premier in persona, ed è molto adatto per clienti spiritosi e amanti dell'insolito. Arriva a casa un enorme scatolone dal quale può uscire qualunque cosa: ballerine di flamenco, travestiti, miss Universo, marinai ubriachi, toreri, tori (nel periodo della monta), alpinisti, preti, olandesine, massaggiatrici cinesi, meteorine. Il padrone di casa farà buon viso a ogni possibile sorpresa, mostrandosi all'altezza di quello spirito di ospitalità che ci ha resi famosi nel mondo, specialmente nella Repubblica Ceka.

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dito ar qlo, anti-berlusca

venerdì, 26 giugno 2009
Papi ci sono nuove domande per te

Papi, visto che non hai risposto alle precedenti se non con un "silenzio-assenso" a un rosario di incoerenze, di menzogne, di abusi di potere, Repubblica ti sollecita a rispondere proponendoti alcune domande che possono essere conclusive. Su, sii buono, siamo in tempo di maturità, facci vedere la tua:

1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d'incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?

2.
Qual è la ragione che l'ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni?

3.
Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano "papi"?

4.
Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le "squillo" che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che quegli incontri non l'abbiano reso vulnerabile, cioè ricattabile - come le registrazioni di Patrizia D'Addario e le foto di Barbara Montereale dimostrano?

5.
E' capitato che "voli di Stato", senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?

6.
Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?

7.
Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?

8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l'opinione comune considera inadatto al Quirinale, possa adempiere alla funzione di presidente del consiglio?

9.
Lei ha parlato di un "progetto eversivo" che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?

10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?

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dito ar qlo, anti-berlusca

lunedì, 22 giugno 2009
Gelato transgenico

"Allora ... mi fa ... stracciatella, cioccolato ... e proteina sintetica Isp... senza panna, grazie!". Molto presto potremo trovare in commercio anche nel nostro Paese il gelato che non si scioglie, grazie a una proteina, la Isp appunto, isolata da un pesce artico e riprodotta in laboratorio con l’ausilio di un lievito transgenico. C’eravamo abituati, con qualche comprensibile resistenza, al gusto cocomero, tè verde, cardamomo, fico d’india, addirittura allo spaventoso gusto puffo, ma al gusto merluzzo ancora non ci si era arrivati. Il gelato che si squaglia è, a nostro modesto parere, un sacrosanto diritto dell’infanzia, come rompere qualche soprammobile in casa, strappare sul ginocchio i pantaloni nuovi giocando a pallone ed essere consolati dalla nonna quando papà si arrabbia di brutto.

Per fortuna la Coldiretti c’informa, sulla base di un’indagine Swg, che ben tre italiani su quattro guardano con diffidenza (e addirittura sospetto) questa modifica transgenica del gelato, realizzata da una multinazionale e permessa dall’Ue. Tra le altre cose, si tratta di un’innovazione che toglie alle mamme d’Italia la premurosa soddisfazione di leccare tutto intorno il cono del proprio pargolo, rimuovendo il senso di colpa insito nell’ingurgitare zuccheri con la necessità materna di evitare lo sgocciolamento sulla maglietta pulita. Infatti, fateci caso, le mamme fingono da sempre di farlo controvoglia, mentre in realtà non aspettano altro. Un tempo, per combattere la liquefazione di questo meraviglioso dolciume estivo, lo si collocava ingenuamente nel freezer e, se arrivavano degli ospiti inattesi, ci si trovava di fronte a un blocco di marmo: sembra anzi che Michelangelo abbia scoperto la sua vocazione per la scultura di fronte a una vaschetta limone, fragola e cocco, tirata fuori in tutta fretta dalla ghiacciaia per la visita improvvisa di un cugino. Rimaniamo convinti che tra il rigor mortis e l’ogm debba esserci per forza una via di mezzo. E poi, diciamola tutta: se dobbiamo modificare geneticamente la natura, facciamolo per obiettivi più importanti del gelato che non sgocciola, la fetta biscottata che non sbriciola e la maionese che non impazzisce mai: al massimo, ogni tanto, s’innervosisce.

Inoltre, consideriamo anche il fatto che in Italia lo "squagliarsi" è una vera attitudine nazionale: nel Belpaese si sono sempre squagliati tutti, da Vittorio Emanuele II dopo l’8 settembre fino a Luciano Gaucci, senza dimenticare esempi illustri, come Cagliostro e Dante Alighieri. Quando le cose vanno male, qui da noi ci si squaglia, e non sarà certo una proteina sintetica ad arginare un fenomeno così antico e radicato nella nostra mentalità. Indubbiamente, si possono trovare dei risvolti positivi anche in una scoperta apparentemente inutile come quella in questione. Ad esempio, una proteina anti-scioglimento potrebbe tornare molto utile alle coalizioni politiche, specie quelle di centrosinistra che, come dei mantecati alle creme, soffrono da sempre di questo problema. Insomma, la prossima estate affrontiamo i gelati con serenità, senza stress, accettando serenamente l’idea che ci si possa macchiare con il pistacchio o con lo zabaione. Anche perché nel nostro Paese e ci serva di consolazione senza macchia non è rimasto davvero quasi nessuno.

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dito ar qlo

giovedì, 18 giugno 2009
Tradizioni & Malpensa

In tutta Europa avanzano i partiti xenofobi, nazionalisti e localisti. Secondo gli analisti il risultato è sottostimato: molti elettori di quei partiti sono così saldamente radicati nel loro territorio che hanno preferito non allontanarsi da casa per raggiungere le urne, distanti anche più di un chilometro e dunque viste con diffidenza.

Ma vediamo il quadro delle situazioni più significative.

Olanda Il partito nazionalista antislamico conta di rilanciare le tradizioni locali: gli enormi zoccoli di legno diventeranno obbligatori anche a letto e quando si guida la macchina. La prevista impennata delle tariffe delle polizze auto sarà ammortizzata da un sussidio statale. Vietatissimo il velo, le donne dovranno indossare le caratteristiche cuffie rigide con grondaia incorporata, realizzate da secoli dai lattonieri olandesi. L'aeroporto di riferimento di tutti gli olandesi, grazie a un gemellaggio con la Lega, sarà Malpensa.

Belgio Era previsto il successo dei fiamminghi e dei valloni, i cui programmi politici, difficilmente conciliabili, prevedono rispettivamente di fare cose molto fiamminghe e cose molto vallone. Imprevisto, invece, il successo della terza minoranza linguistica del paese, i franchi, dei quali nessuno sospettava l'esistenza. Sostengono di essere discendenti diretti di Carlo Magno, parlano solo la lingua d'oil e propongono di restaurare il Sacro Romano Impero, con capitale a Gand ma con Malpensa come hub di riferimento. Si sono presentati alle urne con l'armatura, sollevando qualche polemica per il forte rumore, e per la pretesa di sostituire la matita copiativa marchiando a fuoco la scheda.

Lussemburgo Anche in Lussemburgo esiste un forte partito autonomista, che ha ottenuto 12 voti su un totale di 35 votanti. Propugna l'erezione di un muro, lungo due chilometri e cento metri, che circondi l'intero paese. Fino all'ultimo è stata in dubbio la partecipazione del partito alle elezioni: la scritta 'Il Lussemburgo ai lussemburghesi' era troppo lunga per essere contenuta nella scheda. Al primo punto del programma l'adesione al cartello transnazionale 'Malpensa hub d'Europa', al secondo la valorizzazione della cucina lussemburghese, a base di cavoli rossi ripieni di cavoli verdi.

Lettonia Trionfo del partito nazionalista, che propone di invadere la Russia a scopo preventivo. Tra le riforme considerate urgenti, l'innalzamento dei canestri da basket di almeno 20 centimetri per favorire i cestisti lettoni, tra i più alti del mondo. E una campagna culturale di massa, rivolta agli altri europei ma anche ai lettoni, che chiarisca definitivamente che differenza c'è tra Lettonia, Estonia e Lituania, e quali siano, tra Vilnius, Riga e Tallin, le rispettive capitali. "Sono città diverse", spiega il leader dei nazionalisti lettoni, "anche se le unisce il desiderio di avere come unico hub Malpensa".

Austria La scomparsa di Haider non ha indebolito il locale partito xenofobo: il suo popolarissimo simbolo, uno strudel stilizzato incoronato da due skilift convergenti, è stato tra i più votati soprattutto nelle valli. Essendo l'Austria composta da sole valli, per gli altri partiti non c'è stato niente da fare. Tra i punti dirimenti del programma, la riforma dello slalom gigante e l'introduzione, per tutti gli stranieri, di una prova di cittadinanza molto severa: devono cantare lo jodel senza ridere. Malpensa sarà l'aeroporto di Vienna, a patto che rimangano a Vienna alcuni servizi essenziali come lo smistamento bagagli e l'imbarco sui bus aeroportuali diretti a Malpensa.

Italia La netta vittoria della Lega aumenta le sue responsabilità di governo. Si pensa a un ampliamento di Malpensa, con l'introduzione di una seconda pista in asfalto accanto a quella in terra battuta già esistente. Prevista anche un'edizione della Padania in italiano e l'adozione, nelle scuole, del costume tradizionale lombardo: canottiera, shorts e ciabatte col calzino corto.

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mercoledì, 17 giugno 2009
Il nano pelato in castigo

Barack Obama non gli ha lasciato spazio durante la conferenza stampa dalla Casa Bianca. Il povero Silvio Berlusconi è stato incenerito dalla ingombrante presenza del Presidente americano, che ha risposto continuativamente alle domande dei giornalisti senza mai lasciare sufficiente spazio al suo collega italiano. Silvio Berlusconi è scomparso dal video come colpito da un black-out. Un fulmine a ciel sereno,che tradotto in politichese significa : sparisci sgorbio.

Al momento della messa in onda delle immagini della conferenza stampa dalla Casa Bianca tra Barack Obama e Silvio Berlusconi, per lunghi imbarazzantissimi minuti il Presidente del Consiglio italiano era scomparso dalla scena. Alle domande dei giornalisti in italiano e poi tradotte in inglese rispondeva soltanto un serafico Barack Obama, senza mai rivolgere lo sguardo al Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi che è rimasto oscurato dalla trasmissione, tanto è vero che la Rai è dovuta ricorrere ad una sovrimpressione con la scritta: conferenza stampa Berlusconi Obama. Anche Bruno Vespa conduttore abituato a mille dirette non sapeva bene come uscire dall'imbarazzo di una conferenza stampa con Silvio Berlusconi scomparso dal video. "Ci giungono delle immagini girate da un dilettante,anche un bambino delle elementari avrebbe fatto meglio." Ha esclamato ad un certo punto Bruno Vespa.

La macchina della propaganda mediatica della RAI aveva fatto un enorme buco nell'acqua, perchè l'enfasi suscitata per il contenuto della conferenza stampa,si capovolgeva dalle aspettative, mettendo  a fuoco una realtà raccapricciante: la figura del Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi praticamente annullato dalla telecamera e quando veniva ripreso, è apparso seduto sulla sedia  quasi contrito, uno scolaretto messo in castigo dalla potente amministrazione americana che certo non ha gradito le enfatiche preposizioni di Silvio Berlusconi in politica estera e gli squilli di tromba degli scandali mediatici a sfondo eroticotrash nella sua villa di Porto Rotondo. Silvio Berlusconi è apparso come uno scolaretto in castigo con il grembiule sporcato dalla cioccolata del gelato che non doveva mangiare. Una scena raccapricciante che Bruno Vespa e lo staff della trasmissione Porta a Porta hanno invano tentato di sfocare, togliendo le immagini durante le traduzioni in italiano e lasciando che una grande scritta campeggiasse sul video: Silvio Berlusconi è un amico dell'America.

Ma i fatti sono andati in tutt'altra direzione, si percepiva chiaramente il disagio del Presidente americano Barack Obama a dover sostenere quelle interviste seduto vicino ad un esponente politico ormai devastato dalle immagini degli scandali, che forse in Italia non dicono nulla alla gente comune, ma che nei paesi anglosassoni avrebbero spinto qualsiasi esponente politico di rilievo a immediate dimissioni. L'imbarazzo era ben scolpito anche nell'espressione scura del viso del Presidente Silvio Berlusconi, apparso ingoffito, senza quella sua naturale predisposizione al sorriso, l'aria spavalda del politico di ferro era rimasta in tasca. Il clown taceva, consapevole che qualcosa non era andata per il verso giusto, che al di là della forma e delle apparenze, l'irritazione dell'amministrazoine americana per il suo operato è evidente.

Per la conferenza stampa alla Casa Bianca per il primo incontro tra Barack Obama e Silvio Berlusconi, la Rai ha preparato uno speciale di Porta a Porta con un gongolante Bruno Vespa, arrapatissimo come un Topolanek all'idea di avere l'esclusiva nazionale dell'evento mediatico della giornata. Uno squillo di trombe della propaganda berlusconiana che la Rai militarizzata dal PDL ha orchestrato nei minimi dettagli. Un incontro importantissimo quello con Barack Obama per il Presidente del Consiglio Italiano, che giunge in un  momento delicato nella vita politica in Italia, dove un'opposizione incarognita dalla sconfitta elettorale ha annunciato per bocca di un suo eminente leader Massimo D'Alema che prossime scosse meteranno dura prova l'esistenza del Governo. Come tutti sappiamo se la Corte Costituzionale dovesse dichiarare incostituzionale il lodo Alfano, probabilmente il Presidente del Consiglio sarebbe costretto a dimettersi per le note vicende legate all'Avvocato inglese Mills.

Ma il disegno di propaganda allestito dalla Rai berlusconiana ha avuto un improvviso e quanto inaspettato colpo di teatro: le immagini della conferenza stampa hanno mostrato soltanto il volto del Presidente Barack Obama che rispondeva alle domande dei giornalisti. Per lunghissimi minuti di vuoto e silenzio, la telecamera della Casa Bianca ha inquadrato il suo Presidente oscurando volto e corpo del Presidente del Consiglio Italiano, quasi non esistesse, anzi fosse sparito dal video. Le domande dei giornalisti sono andate avanti e con fare serafico barack Obama ha continuato a rispondere anche alle domande rivolte forse a Silvio Berlusconi. L'imbarazzo di Bruno Vespa gelava lo studio e gli autori della trasmissione riuscivano a mettere una pezza aggiungendo a piè di video la scritta su cui capeggiava: conferenza stampa Obama Berlusconi.

Bruno Vespa non sapeva come prendere il toro per le corna ed esclamava: "da Washington ci giungono delle immagini da dilettanti, anche un bambino delle elementari avrebbe fatto meglio "

In effetti lo stupore è stato generale, quando la telecamera si è soffermata su Silvio Berlusconi, il Presidente del Consiglio è apparso contrito, rappreso come uno scolaretto messo in castigo. Il Presidente americano Barack Obama quando parlava non lo ha mai guardato, ogni tanto volgeva il viso verso il suo interlocutore che alla prima risposta è apparso imbarazzato, quasi non riuscendo a scandire le parole. Sembrava quasi preso da una convulsione di vomito pronta ad esplodere difronte ai giornalisti. Il Presidente del Consiglio ha risposto a due sole domande, mentre Barack Obama campeggiava nella ripresa televisiva, riducendolo a sgorbio imgombrante. Si percepiva chiaramente che Silvio Berlusconi era come intrappolato dalla maschera cruente della campagna mediatica eroticotrash che gli è piovuta addosso, quasi fosse un giullare di una corte europea arrivato al di là dell'oceano difrettamente con un calcio nel culo.

Silvio Berlusconi non quel Presidente del Consiglio che samo abituati a vedere, tenace, sicuro di sè, il sorriso che imbriglia qualsiasi interocutore. Sembrava piccolo, piccolissimo,quasi scomodo nella enorme potrona imbottita di stoffa, un sosia del Leone che affronta i parlamentari dell'Unione Europea, quel feroce politico che diede del kapò al parlamentare Shultz.

Cosa è accaduto dietro le quinte? Quali sono le vere indicazioni ricevute dalla Casa Bianca?

Non meglio crediamo sia andata con la Nancy Pelosi che guardava il Presidente del consiglio con un sorriso di circostanza, quasi cerea, per nulla intenzionata a concedergli un gesto di amicizia.

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anti-berlusca

La pipa di Baciccia

Fino ad oggi la pipa, nel mondo del calcio, non era mai stata un problema, a meno che non fosse scritta con la doppia “p” e giocasse a centrocampo. A sorpresa, il direttore di una Asl di Genova dottor Piero Clavario, dalle pagine del quotidiano ligure Secolo XIX, ha chiesto che venga al più presto tolta la pipa dalla bocca del marinaio simbolo della Sampdoria: potrebbe spingere le giovani generazioni verso il tabagismo.

Certo, il rigore nel calcio suscita sempre polemiche, anche se non nasce da un presunto sgambetto in area ma semplicemente da una nuova, virtuosa severità. Il rischio ora è che il politically correct si estenda a tutti i simboli delle squadre di serie A, con risultati devastanti: il diavolo del Milan potrebbe sembrare un’evidente istigazione ad entrare a far parte di sette sataniche, la zebra della Juventus ad importare illegittimamente specie protette, i quattro mori che campeggiano sulla bandiera del Cagliari potrebbero essere dei libici clandestini sfuggiti al respingimento. Mettiamoci per un momento nei panni del povero Baciccia, il lupo di mare da sempre simbolo del club blucerchiato: deve affrontare le tempeste, i pirati somali, le restrizioni sulla pesca, il pericolo concreto di incontrare tra i flutti Briatore e Capitan Findus. Almeno una fumata di pipa, concediamogliela. E poi, parlando di cattivi esempi, ci sembra che il mondo del calcio ne abbia ben altri da proporre: la violenza, la corruzione, il doping, le follie del calciomercato, il gossip estremo. Al confronto, la pipa di Baciccia sembra un ingenuo bastoncino di zucchero, diciamo la verità. Peraltro, la singolare richiesta del dottor Clavario ha suscitato un increscioso equivoco: saputo che c’era l’intenzione di eliminare dalla Sampdoria un modello negativo per i giovani, Antonio Cassano ha avuto un momento di abbattimento. Lo hanno fermato mentre cercava di grattarsi via i tatuaggi di dosso con una paglietta abrasiva per le pentole.

Non c’è davvero pace per i simboli nel nostro Paese, in nessun settore della vita pubblica o privata. Nella politica, ad esempio, abbiamo visto, durante questi ultimi movimentati anni, falci e martelli diventare querce, poi ulivi che inglobavano margherite, fiamme trasformarsi in asini e poco dopo in onde tricolori. Neanche i Rolling Stones negli anni settanta avevano visioni di questo genere, così colorate e veloci nel mutare. È senz’altro giusto invitare la cittadinanza a tenere dei comportamenti più rispettosi per la salute, ma siamo convinti che la pipa che Baciccia tiene in bocca da 63 anni, peraltro spenta, possa essere tollerata. Oppure, bisognerà avere il coraggio di andare fino in fondo: per combattere, ad esempio, la grave piaga dell’abuso di alcolici, si dovrà cambiare nome alla città di Brindisi, chiara istigazione alla bicchierata di gruppo. La si potrebbe chiamare Analcolica o Gran Bitter del Salento. E Abbiategrasso? Andrebbe ribattezzata Abbiatelight, dando con coraggio una spinta decisiva alla lotta contro l’obesità.

Alla luce della recente cronaca, però, l’Italia non ci dà l’impressione di essere ancora pronta per una rivoluzione così radicale.

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dito ar qlo

sabato, 13 giugno 2009
Le soluzioni del nano bitumato per i terremotati

Panico tra i terremotati abruzzesi alla notizia, diffusa da tutti i telegiornali, che il premier quest'estate vuole mandarli in crociera. Sui piani di Berlusconi si succedono voci incontrollate. Nel corso delle sue nove visite all'Aquila ha suggerito soluzioni sempre diverse e sempre più munifiche, che vanno dall'edificazione di una New Aquila montata su cuscinetti a sfera e spostabile, a seconda delle stagioni, al mare o in montagna, al trasferimento dei 20 mila sfollati a casa di sua moglie. Specialmente i più anziani sono disorientati e manifestano una viva inquietudine. Siamo in grado di anticiparvi le prossime proposte del premier.

Soluzione chirurgica Berlusconi propone di rifare le tette, gratis, a tutti i terremotati, compresi i maschi. La proposta è contenuta nel documento 'misure per i terremotati': le misure sono la terza e la quarta di reggiseno. Il premier, pur riconoscendo che questa soluzione non risolve il problema della casa, sottolinea i grandi vantaggi psicologici. Come cavia è stata scelta la stessa signora alla quale il premier ha voluto rifare personalmente la dentiera. Da anziana casalinga di provincia, ora è identica a Paris Hilton e il governo la considera la testimonial ideale per dimostrare che anche dalle disgrazie si può trarre la forza per migliorare.

Soluzione artistica Berlusconi ha chiesto a ogni terremotato di preparare, nelle lunghe ore di inedia, un book fotografico e di consegnarlo alla Protezione civile. Bertolaso esaminerà personalmente tutti i book e li smisterà nei vari reality-show. Le senzatetto più avvenenti verranno ospitate a Capodanno a Villa Certosa, dove è atteso il ritorno del leader ceko Topolanek che deve recuperare i suoi vestiti.

Soluzione sportiva Su suggerimento di Berlusconi, il prossimo Giro d'Italia non solo partirà dall'Aquila e arriverà all'Aquila, ma rimarrà all'Aquila per tutte le 22 tappe, spostando ogni giorno le transenne per variare il percorso di tappa. All'Aquila saranno disputate anche la finale di Champion's League, i Mondiali di baseball e le Olimpiadi invernali. Il tutto in concomitanza con il G8 e con una speciale sessione dell'Onu in seduta plenaria. Lo slogan 'Non lasceremo soli gli aquilani' troverà così una sua concreta applicazione, in un tripudio di cordoni di polizia, colonne militari, elicotteri, servizi di sicurezza, telecamere, giornalisti, motociclisti che secondo le previsioni più ottimistiche costringerebbe almeno la metà dei terremotati a cercare rifugio all'estero.

Soluzione personale Berlusconi, per tagliare corto, si è offerto di pagare di tasca sua una nuova casa a ogni terremotato. Il modello di abitazione da lui proposto per ogni unità familiare è la villa di Arcore in scala 1 a 100, con metratura ridotta a dieci metri quadrati, ma identica all'originale, compreso il giardino all'italiana di tre metri quadrati, la mini-piscina riscaldata con una semplice pila stilo, il personale di servizio formato da una Barbie e un Ken. Si entra carponi, ma ci si sente allo stesso livello sociale del premier.

Soluzione astronautica Anche grazie all'amico Putin, che metterebbe a disposizione gli Sputnik perfettamente conservati nel Museo Gagarin, si potrebbe rilanciare la conquista dello spazio e puntare alla colonizzazione di Saturno da parte degli aquilani. Il modello è quello della grande bonifica delle Paludi Pontine operata da Mussolini: le zone acquitrinose di Saturno si prestano alla perfezione. Due sole controindicazioni. La difficoltà di spiegare agli anziani il progetto, anche perché i manuali di addestramento sono in russo. E la difficoltà di rimontare un'intera tendopoli, tale e quale, su Saturno. Nonostante questo, la soluzione astronautica è considerata la più realistica tra quelle fin qui proposte.

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dito ar qlo, anti-berlusca

venerdì, 12 giugno 2009
Soundtrack for a night

La mia notte stasera è così ... gira intorno a un brano musicale. Ogni mia notte è accompagnata da una colonna sonora scelta solitamente a caso. Ma quella di stanotte non è scelta a caso. E' voluta. E' un brano che ho fatto fortemente mio, che risveglia in me emozioni e ricordi. E i ricordi, si sa, non sempre sono belli come noi vorremmo. Ci sono anche quelli brutti, affievoliti dal tempo ma pronti a uscir fuori allo scoperto nel momento meno opportuno, ovvero quando ti stai godendo quell'attimo di felicità.

Sei un'altra cosa che ho perso, che mi è scivolata, che mi è caduta io c'ho provato ma non ti ho tenuta, vabbè pazienza credimi posso farne senza sei già un ricordo in dissolvenza e non fai differenza con tutto quello che ho perso senza rendermene conto come ogni volta che perdo un tramonto il giorno dopo affronto lo stesso, magari piove come adesso e ho perso l'ombrello ed il cappello ma il bello è quello, è il duello che ogni minuto ho fatto con la vita e quando la sorte mi si è accanita contro e pronto dovevo trovare veloce una via d'uscita procurandomi qualche ferite che non si chiude e ancora brucia, ma fa niente è solo un'altra cosa persa o qualche volta un'altra cosa data e dopo tolta all'improvviso, senza preavviso, che rende inferno ciò che era paradiso.

E ci ripenso spesso a quello che ho perso. Lo so, dentro il petto, tra i vari strati di grasso, c'è anche un muscolo che batte. E oggi, alla vista di un treno in movimento, i gangli della mia mente hanno cominciato a rimettersi in movimento, a riportarmi indietro con il tempo, alle alzataccie mattutine per prendere il treno per Ferrara, per correre dalla mia Lei. Ma lo facevo volentieri ... quel muscolo era pieno d'amore e anche il solo vederla per 48 ore, mi portava a una sbornia d'amore.

Ore passate a misurare dolore, dolore di testa, dolore di occhi, dolore di cuore dolore d'anima, di sangue, di ossa ma ciò non vuol dire che non possa darmi una scossa in fondo è solo una scommessa che ho perduto una promessa a cui ho creduto e che non hai mantenuto già, basta non perdere la dignità almeno curandola un po' con un bicchiere pieno come le tue frasi, adesso tutte perse come un mazzo di chiavi tu che cercavi, parole per farmi capire che eri pulita ma per finire poi sei riuscita, a perderle come 100 Lire e adesso credimi non ne voglio più sentire voglio guarire, guardando l'altra faccia di te che ho scoperto pensandoti solo come a una cosa che ho perso.

Di sbagli se ne fanno tanti, ma sui propri sbagli s'impara a costruire il proprio futuro. E a cercare di non ripeterli più. O, quantomeno, a ridurre gli effetti devastanti che ne conseguono. Perchè è oramai appurato che per ogni attimo di felicità, ne conseguono ore di devastazione psico-fisica. E danni nel corso degli anni.

Ho perso treni e aerei più d'una volta il portafoglio ho perso indirizzi, soldi ma mai l'orgoglio il che è una sbaglio se mi fa perdere l'autocontrollo però non mollo c'ho fatto il callo e resta in ballo è un'altra cosa uscita dalla mia vita che presto o tardi verrà sostituita, in un futuro dove tu sarai passato remoto cancellato, dimenticato, sarai una foto buttata sul fondo di un cassetto chiuso coperta da qualche maglia che non uso e disilluso, ci proverò ad odiare se non ci riuscirò a mio malgrado dovrò amare, ma mai come cura per un vuoto da colmare e non mi scrivere non mi chiamare, non mi pensare perché da oggi un'altra cosa cerco e sono certo sarà diverso, da quella cosa che ho perso.

E si diventa più selettivi, si matura, si cresce dentro. Sai cosa vuoi, sai come te la devi gestire, riesci a risultare perfino antipatico a chi non ti conosce sufficientemente per capirti. Si diventa aridi dentro, il muscolo continua a battere sotto i vari strati di grasso ma solo per pompare sangue e null'altro. E solo conoscendomi imparerai, forse, a capire il mio dolore e a nutrirti di emozioni per poter ristabilire quello cosa che hai perso.

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io , vita a 2

giovedì, 11 giugno 2009
Benvenuto Gheddafi

Lockerbie disaster memorial

Le vittime del disastro aereo di Lockerbie.

Questa è la foto appuntata sul mio petto !!!

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dito ar qlo, anti-berlusca

martedì, 09 giugno 2009
Saggezza popolare

"Viva l'Italia,
viva l'Europa,
viva le donne che danno gratis la topa"

(Antico proverbio di Arcore)

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anti-berlusca

lunedì, 08 giugno 2009
Evoluzione delle sayonara

Un tempo eravamo uno Stivale, adesso siamo diventati un'infradito.

E' di queste ore la drammatica notizia, resa nota con coraggio dall'emittente televisiva canadese CTV, secondo cui le ciabatte infradito possono nuocere gravemente alla salute: creano strappi ai legamenti, danni al tallone d'Achille, comportano rischi muscolari e articolari. A questo punto il famigerato stivaletto malese, orribile oggetto di tortura, ci sembra al confronto un comodo mocassino in capretto. Eppure l'infradito è diventata uno dei simboli dell'estate italiana, nonostante una serie di controindicazioni che neanche un sonnifero preparato da Lucrezia Borgia in persona. Le flip-flops, come le chiamiamo in Italia con un eccesso di confidenza, fanno sporcare rapidamente i piedi, espongo al rischio di terribili pestoni, sono rumorosissime, non permettono di correre nè di guidare l'automobile e in più ora scopriamo anche che sono pericolose per le nostre caviglie.
Se dovesse saltar fuori che sono anche le calzature più utilizzate su certi voli di Stato, la misura sarebbe veramente colma.

Questa infida pianella fece la sua apparizione nella vita italiana una quarantina d'anni fa. Per non suscitare sospetti, si faceva chiamare sayonara e veniva usata esclusivamente per andare in spiaggia o in piscina. Piano piano, però, le sayonara hanno preso piede (è veramente il caso di dirlo) e, come spesso succede in Italia, hanno fatto una carriera incredibile e inattesa: come chi, da semplice artigiano, diventa imprenditore o da cantate sulle navi da crociera diventa Premier. Oggi le infradito ci guardano beffarde, sono protagoniste delle sfilate di moda, delle serate mondane e del relax di artisti e intellettuali. Solo i killer professionisti non possono utilizzarle: fanno troppo baccano per permetterti di avvicinarti in silenzio alla vittima. Per anni abbiamo creduto che il massimo dell'abiezione calzaturiera estiva fosse il sandalo con sotto il calzino, indossato dai turisti tedeschi che si aggiravano per le nostre località balneari. Si, è vero, in passato l'Italiano ha portato le espadrillas, le cui suole di corda ti cocevano i piedi come i tizzoni del camino facevano con quelli di Pinocchio. Si trattava di oggetti che, però, con un minimo di benevolenza, potevano essere ancora chiamati scarpe.

Le flip-flops non meritano questa definizione, a meno che non si vogliano irrimediabilmente infrangere i principi fondamentali su cui si basa una delle nostre principali istituzioni: il Calzaturificio di Varese. Se crediamo nel significato profondo delle parole, dobbiamo per forza diffidare di queste ciabatte coattesche, già semplicemente per il suffisso "infra" che fa parte del loro nome: infra-dito, come infra-zione, infra-struttura, infra-settimanale, sono parole che nel nostro Paese hanno sempre avuto un senso molto negativo. Noi crediamo che la Storia emetterà presto un guidizio di condanna definitiva nei confronti di questa sottile sfoglia di plastica con cui camminiamo, stringendola disperatamente tra l'alluce e il secondo dito. Finora i difensori delle infradito hanno sostenuto con vigore che la principale dote di queste economiche calzature consista nella grande freschezza che viene regalata al piede di chi le indossa. Dopo avere saputo dei danni che procurano a tendini e caviglie, possiamo in effetti dire con un filo di preoccupazione: "stiamo freschi".

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dito ar qlo

sabato, 06 giugno 2009
Papi come ce le spieghi queste ?

Oramai, oltre a non rispondere alle domande (cos'è, troppo difficili ? Avresti preferito qualcosa tipo "7x8" oppure "la capitale della Russia"), nega anche le prove più evidenti quali siano le foto, minacciando querele a destra e a manca, che i giornali esteri sono insufflati dalla sinistra italiana (mentre oramai si stanno facendo solo grandi risate del popolo italiano. Basta dire la parola "Berlusconi" che mezzo Madison Square Garden inizia a ridere). Aspre critiche sono giunte anche da giornali di destra come il Times e il New York Times. Ma lui se ne frega, dice che è tutta una montatura, che è tutta opera della sinistra che gli ha boicottato la campagna elettorale.

E allora, se così deve essere così sia: pubblico anche io le foto incriminate, in pieno 6 giugno, in piena attività di elezioni europee, per esprimerti tutto il mio disprezzo.

Le fotografie rendono l'idea dell'ambiente della residenza sarda del premier italiano indagato per l'uso di voli di stato con fini privati, in particolare per il trasferimento dei suoi invitati alle feste a Villa Certosa.

Papi, non vedo la signora Lario, dov'è ?

VillaCertosa-1

Ah, ecco, quel viso non mi è nuovo ... e non mi pare sia uscita dalla doccia ...

Villacertosa-2

Papi, domandina, è tuo quel pistolino lì ? Dai su, rispondi almeno a questa ...

Villacertosa-3

Ah, ora capisco dove fanno i primi provine per fare le veline ...

Villacertosa-4

Mmmh, riprova, non mi sembra la signora Lario quella ... tette troppo piccole ...

Villacertosa-6

Ah, bene, mi sembrava che alla corte mancasse il menestrello ... perchè non viaggia sui voli di linea che costano di meno ? Il 4 giugno 2008 cinque mezzi di trasporto aereo privati, proprietà del Presidente del Consiglio, sono stati nominati come voli di stato. Gli elicotteri ed aerei appartenevano alle società Alba e Fininvest. In agosto 2008 il premier italiano ha cambiato legge per consentire ai suoi invitati privati d'utilizzare i voli di stato. La fotografia dimostra che quattro mesi prima di questo cambiamento legale, Berlusconi aveva già viaggiato con il suo amico Mario Apicella e una ballerina di flamenco.

Apicella

Comunque su una cosa ha ragione la Lario: "papi" è malato, è completamente fuori, più fuori di un citofono. Ha seri problemi a livelli neurologici ... dovrebbe dimettersi (come fanno altri onesti politici in altre parti del mondo, spesso per problemi meno gravi), farsi curare e, soprattutto, levarsi dai coglioni.

Per le foto ringrazio El Pais e Repubblica

Ultim'ora: ora vogliono dargli anche il Nobel (http://silvioperilnobel.sitonline.it/) ... qui non è solo lui a esser fuori ... inizia ad esserlo anche una parte d'italiani !!! 

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lunedì, 01 giugno 2009
Un Lodo per uno ...

Siamo un Paese pieno di straordinarie risorse: dopo il Lodo Alfano per le alte cariche dello Stato, il Lodo Balanzone per la gente comune. Una pensionata bolognese di 65 anni è stata colta dalle telecamere di servizio a rubare la borsa di un’altra cliente in un supermercato di Reggio Emilia. Ai carabinieri che la arrestavano, ha esibito un regolare certificato medico di cleptomania. Insomma, invece di un summit sulla sicurezza, come quello appena conclusosi a Roma, sarebbe forse stato meglio organizzare un congresso medico.

In una Nazione come la nostra, dove l’impunità è quasi una caratteristica genetica, il rischio è che i certificati medici comincino a fioccare: l’assessore coinvolto nello scandalo degli appalti potrebbe, ad esempio, mostrare una dichiarazione specialistica che ne attesti la “corruttibilità compulsiva”, il giornalista scandalosamente di parte si difenderebbe presentando analisi di laboratorio che ne attestino il “tasso di faziosità nel sangue” oltre la norma, la moglie ripetutamente infedele avrebbe la possibilità, di fronte alle rimostranze del coniuge, di giustificarsi con il tesserino di una associazione di donatori organi (anche se in questo caso, l’organo donato sarebbe quello che potete immaginare e, per di più, da viva). Per quanto riguarda invece la categoria dei banchieri, cui l’Antitrust ogni tanto fa un richiamo come fosse l’antitetanica, non sarebbe necessaria l’esibizione di nessun certificato, visto che, nel loro caso, la “cleptomania” è un requisito professionale. La vicenda dell’Eva Kant emiliana, a pensarci bene, potrebbe suggerire a chi di dovere la vera, grande riforma della Giustizia italiana: se ogni reato può essere considerato un problema di salute, non ha più senso fare i processi. Questo sveltirebbe moltissimo l’attività dei nostri tribunali, oberati da anni e anni di cause arretrate. L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), secondo fonti vicine al Palazzo di vetro, dopo il recente allarme influenza suina, starebbe per annunciare la presenza, in Italia, di un preoccupante focolaio di Paraculite Acuta, un virus endemico per cui, ad oggi, non esiste ancora alcun vaccino.

Al di là di questi allarmismi più o meno giustificati, i certificati medici sono stati al centro di forti polemiche, in questo ultimo periodo: chi li esibisce deve essere sincero, altrimenti si rischiano fino a 5 anni di carcere. È probabile che il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, invii una visita fiscale alla cleptomane di Reggio Emilia, magari mentre sta trafugando un quarto di bue dalla cella frigorifera di una qualche macelleria, trascinandolo con fatica verso casa. Qualcuno potrebbe insinuare che, di questo passo, si arriverà a giustificare, anzi, certificare, qualsiasi cosa, compresi i reati. Esiste, a nostro parere, un sistema più semplice e pratico della certificazione medica. Visti i dati diffusi dall’Istat la settimana scorsa, secondo i quali un italiano su cinque è in grave difficoltà economica, consigliamo, qualora si sentisse il forte impulso di infilare furtivamente dei generi alimentari nelle tasche, di tenere a portata di mano, onde esibirlo alle forze dell’ordine, un documento decisamente più inconfutabile ed efficace: la dichiarazione dei redditi.

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domenica, 31 maggio 2009
No nuke !!!

I test atomici della Corea del Nord preoccupano la comunità  internazionale. Usa e Russia, che hanno arsenali nucleari sufficienti a incenerire l'intera Via Lattea, considerano inaudito che un ordigno a denominazione di origine controllata, vanto delle loro industrie nazionali, possa essere impunemente e rozzamente imitato da altri paesi. Durissimi anche i francesi, che nei loro caveau segreti custodiscono preziose atomiche millesimate, ottenute col metodo champenois. «Dopo il vino cileno e sudafricano», dice una severa nota dell'Eliseo, «anche la bomba atomica coreana. E le tradizioni? E il legame tra prodotto e terroir? Dove andremo a finire?». Le intelligence del mondo sviluppato hanno diffuso un'allarmante mappa dei paesi che si stanno dotando di bombe atomiche. Eccola in sintesi.

Corea del Nord Viene costruita una sola bomba termonucleare all'anno, molto antiquata ma enorme. Si basa sui disegni di una pentola a pressione della Germania Est trafugati a Pyong Yang negli anni '70. Realizzata in scala 1 a 100, è identica all'originale: si presenta come una pentola a pressione grande come un palazzo di dieci piani. Riempita di riso arricchito, ha il difetto di esplodere senza preavviso. Intrasportabile, potrebbe però essere fatta rotolare verso la Corea del Sud sfruttando la pendenza favorevole: «Da Nord verso Sud», sostengono i tecnici coreani, «lo sanno tutti che è in discesa». O sganciata su New York qualora i coreani riuscissero a costruire un cacciabombardiere grande come una portaerei.

Iran Il regime continua a sostenere che il suo programma nucleare ha scopi puramente civili. Ma gli ispettori dell'Onu sono insospettiti dal fatto che in ogni casa di Teheran gli scaldabagno hanno forma di missile e sono collocati su una rampa accanto alla finestra del bagno. Secondo gli esperti la bomba iraniana sta però incontrando grosse difficoltà  tecniche: non si trova un kamikaze abbastanza robusto da portare in spalla i 200 chili dell'ordigno. Nel frattempo, in una accesa disputa teologica, l'ayatollah Falsahri ha sostenuto che nel Corano ci sono precise istruzioni per invadere l'America, mostrando alla folla eccitata la sua copia personale del libro con diverse correzioni a pennarello.

Canada I canadesi sono in ottimi rapporti con gli Stati Uniti e sono un popolo pacifico. Ma proprio la loro insospettabilità  li rende particolarmente pericolosi, secondo uno studio strategico dell'amministrazione Bush che i collaboratori di Obama non riescono a cancellare dai computer del Pentagono perchè non gli è stata ancora consegnata la password. Secondo questo studio, il Canada nasconderebbe sommergibili nucleari nella regione dei Grandi Laghi. Lo assicura uno dei consiglieri militari di Bush, il professor McDonald, la cui famiglia è originaria di Lochness.  

Città  del Vaticano Da secoli sprovvisto di esercito proprio (le Guardie svizzere sono state recentemente sconfitte in amichevole dalla Nazionale Veline), il piccolo Stato non intende dotarsi di armi nucleari vere e proprie. Ma prepara, in gran segreto, l'Anatema Finale, una terribile bolla papale che in sole due pagine maledice i divorziati, gli omosessuali, le donne scollate, le persone che ridono ad alta voce e gli amanti che gemono durante la copula.

Australia Incrociando gli studi nucleari a quelli sui canguri, gli australiani starebbero progettando un'atomica a rimbalzo, in grado di esplodere in sette/otto città  consecutivamente balzando da una all'altra. La bomba è ritenuta dagli esperti micidiale ma non pericolosa, perchè gli australiani non hanno nemici confinanti e dunque la usano nelle feste campestri svitando la testata nucleare e sostituendola con fuochi d'artificio.

San Marino Grazie al regime di porto franco e di detassazione di cui gode, la piccola Repubblica sarebbe in grado di costruire una bomba atomica con soli 150 euro.

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lunedì, 25 maggio 2009
Una telefonata per la vita

Perchè gli impiegati statali sono definiti “dipendenti” pubblici? Perchè “dipende” se li beccano o meno. La Corte di Cassazione ha stabilito che le telefonate private fatte dall’ufficio sono lecite se sporadiche e urgenti, altrimenti si rientra nel reato di peculato. Si tratta, naturalmetne, di peculati veniali, rispetto ad altri ben più gravi che da sempre si verificano nelle Istituzioni italiane. L’unico esempio recente di azione “sporadica e urgente” nel nostro Paese è stato il Lodo Alfano sulla perseguibilità della alte cariche dello Stato, ma è tutta un’altra questione.

Certo, non c’è pace all’interno dell nostra Pubblica Amministrazione: una volta, che riusciva a ottenere un posto ministeriale (o affine) aveva l’impressione di poter stare tranquillo, di aver trovato un posto fisso non molto remunerativo ma decisamente rassicurante. Oggi, tra accuse di fannullonismo, tornelli ineludibili, carcere per i falsi certificati medici e quest’ultima grana delle telefonate private, un fatto di “serenità”, appare di gran lunga preferibile alle mezze maniche l’entrata nei servizi segreti. Il problema a questo punto è: quando una telefonata si può definire “urgente”? Fino a questo momento, il classico colpo di telefono dal luogo di lavoro riguardava alcune problematiche che l’Italiano vive da sempre sulla propria pelle: scelta tra pasta lunga o pasta corta, gravi notizie dal calciomercato, difficile transito intestinale del bambino, accordi sul regalo per le nozze d’oro dei nonni, aggiornamenti sui saldi estivi, delicata selezione del film da noleggiare per il sabato sera, rapido pettegolezzo familiare, bollettino medico riguardante zio Tonino che vive a Molbourne da trent’anni. Insomma, una lunga sfilza di questioni che, senza dubbio, difficilmente otterrebbero il marchio di “urgenza” da un’eventuale commissione preposta.

Ci permettiamo quindi di ipotizzare una serie di “cause di forza maggiore” da inserire nell’apposita tabella delle telefonate improrogabili da uffici pubblici: improvviso sbarco di alieni nel parcheggio riservato ai dipendenti; imbarazzante apparizione di brachie sulle tempie del delegato sindacale; manifestazione di fenomeni sovrannaturali in sala mensa; insidioso tentativo di golpe da parte della Guardia Forestale, con seguente liberazione di cinghiali e camosci nei corridoi ministeriali; incresciosa reincarnazione di Vlad l’Imperatore transilvano nel corpo del Capo del Personale; informale entrata dalla finestra di uno pterodattilo privo di regolare autorizzazione; estemporanea ispezione del ministro Brunetta in abiti tirolesi; inspiegabile attacco apache in sala riunioni durante il ricevimento di una delegazione giapponese; inopportuno esaurimento dello zucchero nel distributore automatico del caffè. Ci sembra che questo breve elenco possa essere un’interessante base di partenza. Dopo il diviento di uscire durante l’orario di lavoro e quello di usare per finalità private (come, ad esempio, Facebook), questa ulteriore limitazione alla cominicazione con il mondo, per i dipendenti pubblici, rischia di isolarli definitivamente e irrevocabilmente, in una sorta di curiosa clausura.

In futuro, vincere un concorso nello Stato sarà come entrare a far parte di un nuovo ordine monasitico: i Ministeriali Scalzi.

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domenica, 24 maggio 2009
La Lega rilancia Malpensa

Gli attacchi pretestuosi a Malpensa non preoccupano il governo. E' vero, la quantità  dei passeggeri è ridotta a poche decine, ma è la loro qualità  che conta: in un book fotografico diffuso da Palazzo Chigi si mette in rilievo l'aspetto curato e l'ottima cera di molti clienti dello scalo lombardo al momento dell'imbarco. L'opposizione accusa di avere censurato le immagini delle stesse persone al momento dello sbarco, mentre chiedono con l'aria sfatta e i vestiti laceri come mai si trovano a Nairobi pur essendo diretti a Londra. Per tagliare corto con le polemiche, la Lega ha presentato un vigoroso piano di rilancio per lo hub padano. Il primo punto è spiegare finalmente, e con chiarezza, dove si trova. Ecco gli altri punti.

Riconversione delle piste Ventiquattro piste da quattro chilometri l'una (realizzate con i finanziamenti dello speciale Fondo Duchamp della Ue destinato alle opere pubbliche surreali) si sono rivelate eccessive rispetto al traffico di biplani e di vecchi aerei a elica tipico di Malpensa. La Lega propone di prolungarne almeno un paio fino a Bergamo e a Torino, che sarebbero così raggiungibili rollando sulla pista fino a destinazione, evitando lo stress del decollo e dell'atterraggio. Altre piste, a causa del fondo paludoso, si sono rivelate ideali per la riproduzione dei fenicotteri. Altre ancora, coltivate a tabacco, garantirebbero il fabbisogno di sigarette per il duty-free di Malpensa.

Valorizzazione di Varese E' la città  più vicina a Malpensa, ma inspiegabilmente il suo enorme potenziale turistico è sottovalutato. Soprannominata 'la Firenze del Nord' dall'assessore leghista Walter Garlusio, detto 'il Casciabal', Varese dispone di centinaia e centinaia di case, due giardinetti pubblici con scivolo e altalena, una sala biliardi e un coiffeur per cani. "Non avere valorizzato questo immenso giacimento culturale", sostiene la Lega, "è stato un grave errore. Chiederemo all'Unesco di riconoscere a Varese lo status di patrimonio dell'umanità ". I funzionari dell'Unesco, in visita a Varese, si sono detti disposti a concedere, al massimo, lo status di gruzzolo dell'umanità .

Nuovi velivoli La nuova Alitalia ha violato i patti. Aveva promesso per Malpensa non solo le nuove rotte Milano-Malpensa e Malpensa-Milano, ma anche nuovi velivoli all'altezza delle grandi ambizioni internazionali dello scalo padano. Tra questi, i giganteschi 747 a decollo verticale, ritirati dal commercio perché il carrello con le bibite non riusciva a risalire in verticale l'abitacolo e poteva servire solo i quattro passeggeri di coda. E i modernissimi mini-Atr ultrasonici in grado di raggiungere New York in sole due ore, consumando pochissimo, sui quali gli esperti della Lega avevano puntato tutte le loro carte. Decine di migliaia di prenotazioni suggerivano ottimismo, ma trattandosi di aerei monoposto, e non potendo far pagare il biglietto al pilota, non è stato possibile attivare la linea.

Alta velocità  Per finire, la Lega propone di introdurre l'alta velocità  tra i passeggeri di Malpensa, portando a 300 all'ora la velocità  dei tapis-roulant, lunghi fino a 10 chilometri, che trasportano i passeggeri dalle entrate dell'aeroporto fino alle sale di imbarco. Tutti i passeggeri verranno dotati di casco e di speciali tute anti-attrito. Questa soluzione permetterebbe di portare dalle attuali tre ore a pochi secondi il tempo di permanenza dei passeggeri dentro lo scalo. Qualche difficoltà , nelle prove simulate, per il personale addetto alla sicurezza. Passando a 300 all'ora sotto i metal-detector, i passeggeri non riescono a sentire le grida di alt! e le conseguenti sventagliate di mitra vanno quasi sempre a vuoto.

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giovedì, 21 maggio 2009
Mostra le palle e rispondi ducetto !!!

Ti atteggi tanto al nuovo che avanza ma per me è il vecchio che ritorna. Quindi, mostra le palle, non atteggiarti solo a fare il ducetto e rispondi alle dieci domande di Repubblica:

1 - Signor Presidente, come e quando ha conosciuto il padre di Noemi Letizia?

2- Nel corso di questa amicizia, quante volte vi siete incontrati e dove?

3- Come descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto Letizia?

4- Perchè ha discusso delle candidature con Letizia che non è neanche iscritto al Pdl?

5- Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?

6- Quante volte ha avuto modo di incontrare Noemi Letizia e dove?

7- Lei si occupa di Noemi e della suo futuro e sostiene economicamente la sua famiglia?

8- E' vero che lei ha promesso a Noemi di sostenere la sua carriera nello spettacolo e nella politica?

9- Veronica Lario ha detto che lei "frequenta minorenni". Ce ne sono altre che incontra o "alleva"?

10- Sua moglie dice che non sta bene e che andrebbe aiutato. Quali sono le sue condizioni di salute?

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lunedì, 18 maggio 2009
Repetita iuvant

La Scienza è l’ovvio dei popoli: un’affermazione inconfutabile, alla luce di un recente studio americano condotto dall’equipe della dottoressa Zoe Kourtzi e pubblicato sulla prestigiosa rivista Neuron. La ricerca infatti ha dimostrato che l’esperienza passata aiuta a prendere le decisioni future. In sostanza, se allo zoo, in un momento di entusiasmo, hai infilato un braccio nella gabbia del grizzly, molto probabilmente, tornando al bioparco, davanti al vivace plantigrado, terrai la mano superstite in tasca. Sembra che ora, spronati da questo brillante successo, gli scienziati del Biotechnology and Biological Sciences Research Council stiano per dimostrare, con l’indomabile spirito dei pionieri, che gettarsi di testa dal quarto piano sul parcheggio sottostante, può causare seri problemi alla cervicale.

Qualcuno, dubbioso circa le nuove frontiere del sapere, potrebbe obiettare che, in fin dei conti, gli studiosi statunitensi hanno scoperto una cosa che tutti sanno e che i nostri nonni ci dicevano di frequente, senza per questo ambire al Nobel per la Biologia. Gli antichi sentenziavano Repetita iuvant: non vuol dire che bisogna dare rigori a ripetizione alla Juventus (come alcuni arbitri poco ferrati in latino hanno pensato negli anni scorsi), ma che ripetere le cose aiuta, serve a fissarle nella mente per il futuro. A differenza del gioco del calcio (e Luciano Spalletti ne sa qualcosa), gli infortuni che ci capitano nella vita quotidiana ci permettono di allenarci, di affrontare in maniera più efficace e consapevole la stessa esperienza, qualora si ripresenti. Ma sarà poi così vero che nel nostro Paese sappiamo far tesoro degli errori commessi in passato? E allora come si spiega che Giusy Ferreri abbia inciso un altro disco? Perché mai, dopo aver eletto magari ingenuamente un ceffo che non vorresti mai incontrare in un vicolo oscuro, lo rieleggiamo? Per quale misterioso motivo continuiamo a credere che un abito in fresco di lana sia adatto a un matrimonio agli inizi di giugno, quando l’anno scorso, nella stessa circostanza, già allo scambio delle fedi puzzavamo come una carcassa di zebù nella savana? Certo, l’esperienza insegna, ma la rimozione non perdona (come sa chi abbia lasciato l’auto in sosta vietata in via della Conciliazione). Anche se ci siamo già passati, tendiamo a dimenticare.

Questo dovrebbero studiare gli scienziati: la ricaduta. È un meccanismo perverso che ci porta ad accompagnare di nuovo la nostra compagna all’Ikea di sabato pomeriggio, ad accettare l’invito a una gita al mare di domenica, a prestare per l’ennesima volta duecento euro al cugino debosciato, nonostante in famiglia tutti ormai lo trattino come fosse Fabrizio Corona. La verità è che speriamo sempre che le cose vadano in modo diverso, prendano una piega migliore, insomma, non si ripetano. A tale proposito, ci piace ricordare, soprattutto per i lettori più giovani, la vicenda di quell’assessore che, obnubilato dalle lusinghe di facili guadagni, fu colto con le mani nel sacco a manipolare una gara d’appalto, truccandola più di una Moira Orfei che stia per presentarsi al pubblico. Venne scoperto, processato e condannato. Fece tesoro di quella dolorosa esperienza. Una volta rieletto, infatti, continuò a truccare gli appalti, ma non si fece più beccare.

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dito ar qlo

martedì, 12 maggio 2009
Questuanti part time

Le vie del Signore sono infinite, ma anche quelle del comune di Bergamo non scherzano. La Giunta comunale del capoluogo lombardo, infatti, ha approvato il nuovo Regolamento di polizia urbana e, tra le norme introdotte, spicca quella secondo cui i mendicanti possono chiedere l'elemosina, a patto però che non stiano più di un’ora nella stessa via e non mostrino agli astanti un cane più piccolo di sei mesi. Il povero con obbligo di disco orario è una novità assoluta per l'Italia e per tutta l'Unione Europea. Speriamo non si arrivi alla fascia blu per gli indigenti e, peggio ancora, alle ganasce. Insomma, se sei costretto a questuare nella città di Bergamo, ti devi spostare di continuo.

Il Ministro Tremonti direbbe, probabilmente, che è un chiaro segnale positivo: l'economia italiana torna a muoversi. Quindi, in futuro, i clochard bergamaschi, più che l'elemosina, chiederanno ai passanti che ora è, preoccupati di beccare una multa. Riassumendo: il questuante a norma di legge dovrà avere in dotazione un orologio, uno stradario e il certificato di nascita del cane. Speriamo si affronti presto anche un altro problema che non può essere ancora trascurato: le dimensioni del piattino che il povero utilizza per raccogliere gli spiccioli. A parere degli esperti, non dovrebbe superare i 23 centimetri di diametro, per non occupare troppo suolo pubblico, ma il dibattito è in pieno svolgimento. Comunque, uno Stato moderno non può rinviare decisioni così importanti. Un aspetto vantaggioso, però, in tutta questa vicenda sicuramente c'è: il filantropo che vorrà donare un obolo o dei capi di vestiario a un bisognoso di cui ha notato la presenza qualche ora prima, sarà costretto a girare mezza città per ritrovarlo, con l'indubbio beneficio di fare dell'utilissimo movimento, così importante per la salute di chiunque.

È l'ennesima controprova che, a fare del bene, ci si guadagna sempre. Una riflessione però ci si propone, analizzando il rigore del nuovo regolamento comunale bergamasco, che non lascia spazio ad interpretazioni. Viviamo in un Paese singolare, dove nulla va dato per scontato: i banchieri, per fare un esempio, che gestiscono le elemosine dei nostri conti correnti, fanno un po' quello che vogliono, cambiano le condizioni contrattuali in maniera unilaterale, fanno pagare ai clienti spese per nulla trasparenti (come testimoniano i frequenti richiami dell'Antitrust), consigliano investimenti ai limiti della legalità. Tutto questo, senza che l'intransigenza di qualcuno si abbatta su di loro. Invece, se chiedi la carità su un marciapiedi e infrangi le regole relative alla tua categoria, rischi sul serio di passare dei guai. A questo punto, qualcuno potrebbe addirittura pensare che convenga essere banchieri piuttosto che barboni (ma a Wall Street non sono più sicuri neanche di questo).

Con ogni probabilità, l'esperienza della cittadina lombarda non verrà estesa ad altre provincie del Belpaese, anche perché si correrebbe un grosso pericolo. Considerata la situazione economica italiana secondo l'Istat, sono due milioni e mezzo i nostri connazionali che vivono sotto la soglia di povertà far spostare continuamente i bisognosi da una strada all'altra, creerebbe nelle nostre città una movida decisamente più triste di quella spagnola.

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dito ar qlo

venerdì, 08 maggio 2009
Fraintendimenti e lettere a Repubblica

Settembre 2011 La terza moglie di Berlusconi, la suonatrice di nacchere Vanita Lopez, con una clamorosa lettera a 'Repubblica' rivela tutta la sua amarezza. In due mesi di matrimonio ha visto il marito una sola volta, alle sei di mattina, in piedi accanto al letto, attorniato dalla scorta, che le spiegava di dovere uscire per andare al cinema insieme all'ex autista di Craxi. "Gli ho detto che non gli credevo", scrive la signora, "perchè a quell'ora i cinema sono chiusi. Mi ha risposto che si trattava di un cinema di Tokyo. Solo dai telegiornali della sera ho appreso la verità : si trovava sul lungomare di Rapallo con miss Universo, sua candidata per la presidenza della Regione Liguria. Gli ho telefonato per chiedergli come è possibile che miss Universo,che è bielorussa, governi la Liguria. Mi ha risposto che io sono boliviana eppure mi ha appena nominata rettore della Sapienza. Ha sempre la risposta pronta. Non so più che cosa fare".

Gennaio 2012 Berlusconi chiede al papa l'annullamento del suo matrimonio, per dimostrare il suo profondo attaccamento ai valori cattolici. Il papa glielo concede con la formula del 'tre per due': annullando i due primi matrimoni, decade anche il terzo. Per festeggiare, Berlusconi presenta al papa la sua quarta moglie, raccontando, tra le risate delle guardie svizzere, di averla sposata il giorno prima a Las Vegas. Si tratta di una cantante di bossa nova della quale non ricorda il nome. La settimana dopo la signora scrive a 'Repubblica' una lettera molto toccante, nella quale rivela di non sapere nulla del matrimonio e di essere felicemente sposata con un narcotrafficante. "Ero in udienza con mio marito in Vaticano", spiega la donna, "e ho visto un uomo vestito di blu che mi indicava al papa facendo gesti ammiccanti con le mani. Non sapevo che fosse Berlusconi, e soprattutto non potevo immaginare che stesse dicendo al papa che io ero sua moglie". I portavoce di Berlusconi la smentiscono, spiegando che è stato frainteso: credeva che la signora fosse l'ex autista di Craxi.

Maggio 2014 Berlusconi sposa in quinte nozze un bagnino californiano con un matrimonio gay a Malibù. La festa, alla quale partecipa tutta la comunità  gay mondiale, è una memorabile orgia con ballerini del Bolscioi, pitoni, oppio ed elefanti, dura tre giorni ed è ripresa dalle televisioni di tutto il mondo. La mattina del quarto giorno Berlusconi dice di essere stato frainteso e annuncia il sesto matrimonio con la classica ragazza della porta accanto. La fortunata è Bamby Cucchiarozzi, sedicenne di Nettuno, che un mese dopo scrive un sms al direttore di 'Repubblica' annunciando il divorzio per gravi incomprensioni: Silvio non le aveva detto di avere già  una relazione con la madre e la nonna.

Novembre 2020 Nella giornata mondiale della Famiglia, il papa riceve in Vaticano Berlusconi che gli rivela di essere ancora vergine e di essere sempre stato frainteso. Aggiunge di avere otto figli naturali, tre dei quali ex autisti di Craxi, di chiamarsi in realtà  Gennaro e di essere un transessuale. Di essere un terziario francescano. Una donna bulgara. La reincarnazione di Tamerlano. L'autista di Craxi. Il papa dimostra comprensione e lo addita come esempio preclaro di marito e padre affettuoso, anche se non si capisce bene di chi. L'elettorato cattolico, entusiasta, lo acclama e lo vota in massa. Berlusconi si affaccia, a fianco del papa, in piazza San Pietro, con un frac di raso giallo, e agita il cilindro in segno di saluto. In tutta la piazza, decine di cartelli con la scritta 'ciao papi'.

Marzo 2037 Azionato da un sistema di stantuffi e microchip, Berlusconi si esibisce al G8 nel numero della 'trivella umana' appreso in gioventù nei quartieri porno di Amsterdam. In conferenza stampa, ancora nudo, spiega di essere stato frainteso e annuncia il suo ventiduesimo matrimonio con se stesso, appena clonato. I due sposi saranno in bianco.

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dito ar qlo, anti-berlusca

martedì, 05 maggio 2009
E' lui o non è lui ?

Qualcuno, fortemente innamorato del suo carisma risponderebbe, sulla scia della Greggiana battuta "Cerrrrrrrto che è lui".

Ma dalle foto non si direbbe ...

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Qui la festeggiante troietta napoletana appare in un fantomatico cin-cin ma sembra che la foto sia stata aggiunta, anche in maniera grossolana, all'insolito quadretto. Sembrerebbe esser frutto di un bel copia&incolla e neanche fatto bene ... lei lo chiama affettuosamente "papi", nomignolo tra l'altro usato per lo più nel milanese. Ma in bocca a questa qui, che c'azzecca ?

03

Ma anche il cavaliere mascarato non si esime dal farsi fotografare, anzi, photoshoppare e farsi mettere all'interno di un contesto festoso. Ma le immagini televisive ci riportano sempre il viso di una persona di oltre 70 anni, un pò incicciottato e con capelli dipinti per nascondere la calvizie. E qui invece sembra addirittura più giovane di vent'anni, con un viso giovanile.

02

In effetti qui sembra che abbia addirittura più capelli nonchè la testa sembra sia stata "cucita" su un corpo non suo. Una testa di cazzo ovviamente da inserire al momento opportuno dove si vuole.

Le conclusioni sono le solite, le più ovvie: si pensa sempre che l'italiano medio si beva come sempre tutte le stronzate del cavaliere, dove quest'ultimo è sempre vittima di sobillazioni a suo danno. Ma la domanda se la fanno un pò tutti quanti: com'è che il Burlasca si reca al compleanno di una ragazzina napoletana e non a quello dei suoi propri figli ? La Noemi è per caso sua figlia illegittima e vanno perdonati errorucci di gioventù ? Oppure la giovanissima amante con genitori compiacenti pur di arrampicarsi socialmente in un mondo di lucine e sogni ?

Un mistero da Blu Notte, tanto per rimanere in ambito televisivo. O l'ennesima bagatella del cavaliere mascarato che rappresenta gli italiani. A ogni modo l'ennesima figura di merda di fronte al mondo intero.

Veronica, fai come tutte le donne che si separano: togligli tutto e fatti mantenere bene !!!

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sociale, dito ar qlo, anti-berlusca

lunedì, 04 maggio 2009
Piccola cosa, danni enormi

Può una cosa molto piccola fare dei danni molto grandi? Se state pensando al ministro Renato Brunetta, evitate di essere maliziosi.

L'associazione di consumatori Aduc, analizzando statistiche che ci arrivano dalla Germania, ci fa sapere che le gomme da masticare hanno un altissimo costo sociale: se gettate in terra, la loro rimozione richiede una spesa di un euro ciascuna. Circa 23 miliardi di euro per le casse comunali di tutta Italia. Calcolando che, per ricostruire la città de L'Aquila, lo Stato ha stanziato 8 miliardi, si potrebbero riedificare ben tre capoluoghi abruzzesi con il chewing gum masticato, materiale senza dubbio più antisismico di quelli utilizzati fino a questo momento. Inoltre, per smaltire nell'ambiente una gomma americana, ci vogliono 5 anni, lo stesso periodo indispensabile a smaltire una velina eletta in Parlamento. Un prezzo senza dubbio troppo alto da pagare. La notizia diffusa dall'Aduc non può lasciarci indifferenti, anche perché rischia di aprire scenari apocalittici: se si dovesse scoprire, ad esempio, che le gelatine alla frutta gettate nei fiumi fanno venire il diabete alle trote e che le rotelle di liquirizia dimenticate nei parchi pubblici causano ipertensione nei piccioni, bisognerebbe ripensare tutta l'industria dolciaria nazionale. In Italia, lo possiamo dire con orgoglio, mostriamo da sempre, istintivamente, una grande sensibilità ambientalista su questo problema: sin da bambini, abbiamo la naturale tendenza a non buttare in terra la gomma, ma ad attaccarla sotto i banchi di scuola, scrivanie, sedie, tavoli e sedili dei mezzi pubblici, dove negli anni diventano più dure del diamante.

Nel caso di molti nostri politici e manager pubblici, considerando la lunghezza della loro permanenza su poltrone autorevoli e prestigiose, si ha addirittura l'impressione che i chewing gum vengano attaccati non solo sotto, ma anche sopra le sedute. Ma questo genera un altro tipo di preoccupazione. A tutti certamente è capitato di pestare, facendo jogging o passeggiando per le vie del centro, una cicca masticata di fresco, evento capace di far smoccolare l'Italiano medio più di una visita senza preavviso della suocera. Beh, forse quest'ultima eventualità fa smoccolare di più, ma non è questa la sede per approfondire la questione.
Bisognerebbe forse inventare delle gomme da masticare che, come le promesse elettorali, non attacchino più. A tale proposito, è al vaglio della Camera dei deputati la formazione di un'apposita Commissione Vivident, onde cercare di risolvere l'emergenza cicche spiaccicate sull'asfalto. Gli esperti ci informano che esiste un motivo ben preciso, capace di spiegare il grande successo riscosso, da sempre, da questo prodotto nel nostro Paese. Siamo così abituati a ingoiare di tutto, in ogni settore della vita pubblica (sanità, lavoro, servizi), che amiamo la gomma da masticare perché, almeno quella, non dobbiamo mandarla giù. Si tratta di un risvolto psicologico comprensibile.

Per quanto riguarda la città di Roma, c'è al contrario chi sostiene che questo flagello, riguardo al quale i tedeschi hanno lanciato il grido d'allarme, possa avere una conseguenza decisamente positiva: con tutte 'ste gomme ciancicate, il Comune potrà finalmente riempire le buche dell'asfalto. Masticate, Romani, masticate.

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dito ar qlo

venerdì, 01 maggio 2009
Un posto a Strasburgo

Con una nota ufficiale, il Popolo della libertà  definisce "false e pretestuose le notizie di stampa sulle candidature alle europee. Non è vero che Silvio Berlusconi intenda mandare a Strasburgo solamente veline e attricette. Ci sono anche una contorsionista, una lanciatrice di bolas e due mantenute d'alto bordo con profumeria a Parigi. Inoltre, prosegue la nota, sono state taciute artatamente anche le numerose e qualificate candidature maschili, tutte di alto profilo". Per rimediare alla lacuna, rendiamo note le più qualificate.

Gloriano Una laurea breve in cyclette e un'esperienza professionale come gigolò hanno proiettato Gloriano Ramirez sulla copertina di 'Chi', la rivista ideologica della nuova destra italiana. Nella sua prestigiosa brochure, già  presentata alla stampa estera in vista delle elezioni, Gloriano appare in copertina a torso nudo, unto di olio di cocco. All'interno, largo spazio per la sua versatile personalità : lo si può ammirare anche unto di besciamella, unto di olio di camion e, nell'ultima pagina, nella versione impanata che ha fatto impazzire le elettrici del Pdl. Il suo programma politico prevede l'introduzione del perizoma tra le radici culturali dell'Europa.

Max Patanè 'Un ventriloquo per l'Europa' è lo slogan elettorale di questo popolare artista, che ha commosso il pubblico pomeridiano di Raiuno e Raidue raccontando la sua dura gavetta. Max, poverissimo, è infatti l'unico ventriloquo al mondo ancora sprovvisto di pupazzo: è costretto a mimare con le mani l'impertinente papero Goldo, che sogna un giorno di poter possedere davvero. Berlusconi, con uno dei suoi tipici atti di generosità, gli ha messo a disposizione uno dei suoi portavoce, ma Max, sia pure a malincuore, ha dovuto rinunciare: non riesce a tenere in braccio Capezzone nemmeno con lo speciale supporto messo a disposizione dai tecnici Mediaset.  

Christian Christiani Costretto a ritirarsi dalla 'Fattoria' perché le mucche lo caricavano a prima vista, Christian si è iscritto a uno stage per tronisti, ha fatto il manichino vivente in un porno shop e infine ha cantato 'Rose rosse' all'inaugurazione di un caseificio. Convinto dai suoi genitori a rifarsi una vita normale grazie a un paio di rapine in banca, Christian non è riuscito a rimanere lontano dal mondo dello spettacolo. Aiutato dallo stesso Berlusconi, ha conosciuto finalmente il successo come direttore di 'Studio Aperto'. Alla richiesta di un suo programma per le europee, ha risposto che qualunque programma gli va bene, purché in prima serata.

Ursus Orfei Ultimo di una celebre stirpe di domatori, Ursus non ha avuto la stessa fortuna dei suoi avi: il suo numero con le aragoste non ha incontrato i favori del pubblico. Né gli è andata meglio come domatore di gatti e di branzini (l'errore è stato farli esibire insieme). Il successo gli è arrivato di colpo grazie all'aiuto di Berlusconi, che lo ha imposto nel cast dell'edizione moldava del 'Grande Fratello'. A Strasburgo Ursus vuole valorizzare la sua esperienza circense: intende coprire l'emiciclo di segatura e percorrerlo a dorso di elefante. Ha anche proposto che il presidente dell'assemblea inauguri ogni seduta con un prolungato rullo di tamburo.

Professor Manlio Carotenuto Laureato alla Sorbona in filologia classica, autore di importanti studi sulla letteratura romanza, Berlusconi gli ha offerto la possibilità  di riscattarsi del suo passato compromettente. Lo ha imposto come petomane nel cast del nuovo show serale di Canale 5, 'Venghino signori'. Nella finalissima, battendo un suonatore di pettine e l'unico danzatore del ventre maschio al mondo, il professor Carotenuto ha stravinto petando le prime dieci battute del 'Bolero' di Ravel. Andrà  al Parlamento europeo in rappresentanza del mondo della cultura.

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lunedì, 27 aprile 2009
Smog alle piante

Ecco perché le zucchine sono rincarate tanto negli ultimi anni: con tutto il lavoro che devono fare! Una ricerca cinese pubblicata sulla rivista Nature afferma che l’inquinamento rafforza le piante, rendendole capaci di assorbire quantità sempre maggiori di Co2. Quindi, lo smog fa lavorare di più, il che spiegherebbe anche le grandi capacità produttive dei milanesi.

La notizia è arrivata giusto in tempo per il vertice sull’ambiente di Siracusa tenutosi la settimana scorsa, che ha portato i Paesi più industrializzati a trovare un accordo per frenare la perdita delle biodiversità sul nostro Pianeta, purché raggiungano la soglia del 5%. Considerati gli esiti dello studio cinese in questione, il summit siciliano presieduto dalla Prestigiacomo verrà ricordato come “Il G8 dei trifidi”. Insomma, il fumo farebbe bene alle piante, oltre che allo scrittore Camilleri. Non è dunque un caso che la cicoria migliore cresca ai bordi delle statali, dove i tubi di scappamento la rendono più gustosa e ambita da centinaia di pensionati, muniti delle apposite buste di plastica. Saputo di questa clamorosa scoperta, il ministro della Funzione Pubblica Brunetta ha chiesto l’immediato trasferimento degli uffici pubblici a Porto Marghera e nei pressi dell’Ilva di Taranto: se ne parlerà nel prossimo Consiglio dei ministri. Il fatto che l’inquinamento, ritenuto da sempre nemico giurato della Natura e quindi del mondo vegetale, sia in realtà uno stimolo benefico all’attività dell’ecosistema, non ce lo aspettavamo proprio. Forse in futuro ci diranno che il detersivo riversato nei fiumi giova alla fauna ittica, rendendo i pesci più puliti e splendenti, come se uscissero da una lavastoviglie. Magari un giorno, uscendo sul terrazzo, il geranio ci prenderà per il bavero, rinfacciandoci che non lo bagnamo abbastanza in estate. Anche il successo politico della Lega, lo si deve probabilmente al colore verde delle sue camice, che assorbono smog e producono Borghezio.

Alcuni maligni del peccaminoso universo ambientalista italiano (un vero ambientaccio) potrebbero insinuare che gli astuti cinesi abbiano messo in giro questa singolare notizia, con l’intento di trovare a tutti i costi una nota positiva nell’inquinamento, di cui, secondo gli scienziati, sono i primi produttori mondiali. La sensazionale ricerca, davvero rivoluzionaria, diffusa da Nature ci spiega che ciò che fa male ad una specie vivente, può essere invece addirittura favorevole ad un’altra. L’inquinamento, ad esempio, a noi umani fa male, tanto male, se no non si spiegherebbero i giovedì a targhe alterne con cui ci amareggiano da anni. Ma le piante lo gradiscono. Sì, probabilmente lo smog ci ammazzerà, però avremo una bella soddisfazione: sulle nostre tombe, ci saranno delle siepi di mortella bellissime.

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venerdì, 24 aprile 2009
Il saluto romano

Anvedi chi c'è, li mortacci tua, de 'sto fijo de na mignotta, te ceco l'occhi!!!

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